Oct 17

Secondo gli antichi miti greci, la discordia e l’amore nascono dal delitto del tempo. Ci fu un momento primordiale e contorto perpetuamente su sé stesso in cui Urano, il Cielo, somigliante fino a sfiorare l’identico, fino all’emozione del doppio simmetrico, a sua madre Gea, la Terra, viveva inestricabilmente attaccato alla pelle di lei. Si potrebbe dire che in un’epoca impossibile da determinare questa storia di costante vicinanza, di intimità sessuale incestuosa, di negazione della separazione dal corpo della madre terra, fu l’unica storia, l’unico impulso, l’unico pensiero, l’unica attività, l’unico desiderio del Cielo.

urano

Poiché entrambi si assomigliavano in tutto fino alla sensazione di duplicazione più sinistra, l’abbondantissima fertilità dell’uno trovava nell’altra un complemento perfetto, ma per le mostruose creature titaniche –tra cui la principale era l’Oceano, circolo liquido che circonda tutto l’universo-, ciclopee ed ecatorinche, nate dall’unione perpetua di entambi, era impossibile abbandonare il seno della madre, così come per la luce era impossibile aprirsi il cammino, visto il rifiuto del Cielo a rompere anche solo per un istante il suo contatto fisico con la Terra. Una notte permanente sovrastava il mondo allo stesso modo in cui Urano sovrastava e fecondava costantemente Gea, il cui seno era l’unico luogo in cui si trovava spazio per lo sviluppo, condannando i propri figli a un’esistenza statica, amorfa e non individualizzata, compressi com’erano senza rimedio sul ventre della madre Terra.

Niente poteva aprirsi ed espandersi fino alla violenta irruzione del più giovane dei Titani, Cronos, il Tempo, la cui rinomata astuzia era accompagnata da un’audacia non meno considerevole, che decise di aiutare sua madre nell’attuazione di un cruciale piano sanguinario. In una terribile occasione, impugnò con una mano –non sappiamo con che grado di indecisione, o dubbio, o tremore, o paura, nessun racconto indugia su quest’elemento- l’ascia di ferro bianco che Gea aveva fabbricato con uno stratagemma, e impugnando con una mano i genitali di Urano, suo padre, quando questi versava il proprio seme sulla Terra, lo evirò in un colpo solo, scagliando il suo membro lontano nell’aria, facendo sì che il Cielo si separasse dalla Terra installandosi per sempre in cima al mondo, e dando così origine alla successione delle generazioni, al dominio del trascorrere del tempo, connesso da allora alla liberazione e alla forma dello spazio come molta gente crede erroneamente sia stato scoperto da Albert Einstein.

Dalle goccie di sangue del pene di Urano cadute al suolo nacquero le Erinie, i Giganti e le Meliadi, creature che incarnano la vendetta, la violenza, il castigo, la lotta, la guerra e la mattanza, ma il membro al cadere rimase a galleggiare sull’Oceano, e la spuma del suo sperma si mischiò con la spuma marina generando Afrodite, sotto i cui passi nacquero i fiori più belli. Al suo seguito nacquero Eros e Imero, l’Amore e il Desiderio.

 

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Si tratta di una storia terribile ed affascinante, da raccontare guardando la spuma del Mediterraneo, che porta messaggi da Cipro, ed i corpi profumano di sesso la spiaggia di Malvarosa quando si affittano appartamenti a Valencia

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Sep 27
Il Mercato Centrale di Valencia
icon1 valenciablogger | icon2 Valencia | icon4 09 27th, 2011| icon3No Comments »

Per la bellezza dell’edificio, per la qualità dei suoi prodotti e per l’atmosfera che vi si respira, il Mercato Centrale di Valenzia è una visita obbligata per tutti i viaggiatori e gli amanti della cucina mediterranea.

mercato <b>centrale</b> valencia

Innaugurato nel Gennaio del 1928, si trova nel cuore della città, nel quartiere del Mercato, e la prima cosa che si nota è lo splendore della costruzione, che unisce linguaggi modernisti, storicisti e novecentisti per esprimerli in un’unica opera coronata dalla cupola centrale, che si innalza fino a 30 metri e lo inonda di luce naturale.

Una scalinata di pietra conduce all’entrata principale, costeggiata ad ogni lato da un gruppetto di curiosi chioschi dove si può comprare una paella o un qualsiasi utensile di cucina, un sacchetto di frutta secca, o mangiarsi delle magnifiche tapas.

Al suo interno soprende l’ampiezza dei corridoi, che permette una circolazione comoda e airosa. C’è una nota cattedratica nell’edificio visto da dentro che può arrivare a confondere, perché l’attività del Mercato Centrale non è altro che una sorta di celebrazione pagana del buon gusto valenziano.

L’eccezionalità del Mercato Centrale non sarebbe tale senza l’eccellenza dei prodotti che offre, semplicemente i migliori. Meritano una menzione speciale gli ortaggi valenziani, la cui mera esposizione definisce il concetto di esuberanza. Alcuni punti vendita si sono specializzati tanto che possono offrire fino a sette diverse varietà di fagioli verdi. Zucche, melanzane e peperoni alla brace. Valenzia è celebre per i suoi pomodori, prodotti in tale quantità  e qualità che mi azzardo a dire che non se ne possano trovare di migliori.

Anche la zona del pesce ci riserva delle sorprese: le anguille vive. Le anguille sono una specie emblematica di queste terre, e qui le si vede serpeggiare nell’acqua delle bacinelle in cui sono confinate in attesa del sacrificio consumato quando un cliente le scelga, dopo il quale saranno cucinate con aglio e pepe. È comprensibile che non a tutti i forestieri piaccia questa scena, pero devo ancora conoscerne uno che si mostri riluttante quando gli venga offerto il piatto già cucinato.

Come contrappunto a questa parte più tradizionale, in cui non bisogna dimenticare i punti vendita di cibi secchi e sotto sale e le uova di molva, e come si addice a una città al passo coi tempi, disseminati nel mercato si trovano diversi punti dedicati alle delicatessen, e al cibo greco o italiano, dove si può comprare olio d’oliva di massima qualità, pasta fresca italiana o qualsiasi altro capriccio, sia esso sale affumicato, dolci o biscotti alle spezie.

Come raccomandazione personale, vi consiglio il negozio di frutta di Doña Concha, al fondo. Chiedete di lei. Solo lì riesco a trovare pompelmi gialli, sette varietà di melanzane e mango come non ne ho provati mai. L’eccellenza e la varietà dei suoi prodotti viene superata solo dalla amabilità della stessa Doña Concha, che serve con diligenza e gentilezza e che sembra uscita da un’altra epoca, forse da quella in cui si inaugurò il Mercato.

 

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Una grande proposta per gli amanti della cucina: passare una mattinata al Mercato Centrale, tornare agli appartamenti a Valencia carichi dei tesori scoperti, e preparare un pranzo che celebri l’autentica cucina mediterranea.

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Sep 7

Nella quarta scena del primo atto della commedia Emilia Galotti (1772) il poeta,drammaturgo e saggista tedesco Gotthold Ephraim Lessing mette in bocca alla protagonista un’opera che sarebbe risuonata più di cent’anni dopo con grande forza nella testa di Friedrich Nietzsche. Si trattava di sapere se Raffaello sarebbe stato ancora, come era considerato all’epoca, il più grande dei geni pittorici nati per disgrazia senza mani. Emilia Galotti è convita di sì. che non smetterà mai di avere importanti ripercussioni sull’arte moderna.

archivio documentale zuniga

Nietzsche si ricordava l’episodio in un passaggio della nona sezione Al di là del bene e del male, dedicato al problema di chi aspetta, dove arriva poi a chiedersi se il Raffaello senza mani, espressione intesa nel suo senso più amplio, non sarà nel regno dei geni, più eccezione che regola, che “si ha bisogno di colpi di fortuna, oltre ad altri fattori incalcolabili, per cui un uomo superiore dentro cui dorme la soluzione al problema, arrivi ad esprimersi in un tempo poco opportuno” .

Non sappiamo se nel fotografo e cineasta spagnolo Guillermo Fernández López Zuñiga (1909-2005), biologo di formazione e padre del cinema scientifico spagnolo,in letargo vi era la soluzione di alcun problema esistenziale,ma abbiamo da poco scoperto il suo monumentale archivio fotografico sulla Guerra Civile spagnola, comparabile in qualità,secondo gli esperti del Ministero della Cultura,all’archivio di Robert Capa e include lettere, film e negativi di migliai di foto conservate per più di settanta anni in casse coperte di polvere e nascoste segretamente nella casa di Zuñiga e,dopo la sua morta, ora presso la ASECIC, la Associazione Spagnola di Cinema e Immagine Scientifica che lui stesso fondò nel 1966. Ed è qui che la sua figlia Teresa senza sapere cosa fare con tutta questa quantità di materiale, lo donò all’Associazione.

Il suo valore è inestimabile e Zuñiga, vicino politicamente al PCE, fu presente con la sua inseparabile macchina fotografica agli avvenimenti più importanti di tutto quel periodo,dalla proclamazione della Repubblica fino agli ultimi giorni della Guerra Civile. Tra gli eccezionali documenti catalogati dal Centro di Studi di Migrazione ed Esili (CEME) della UNED, e le casse che Teresa continua a trovare nella casa paterna, si trova una serie splendida di foto del mitico Congresso di Alleanza di Intellettuali Antifascisti per la Difesa della Cultura celebrato a Valenzia nell’estate del 1937.

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Lo spirito antifascista della città ha sofferto da allora l’assalto dei nemici. Affitta appartamenti a Valencia e verifica come ancora oggi, in alcuni dei suoi quartieri, vi è la speranza di un mondo migliore e ammira la bellezza del mediterraneo.

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Aug 22

Fino all’11 novembre al Centro Culturale Bancaja di Valenzia è esposta l’esposizione fotografica di immagini della Spagna degli inizi del secolo passato, Atesorar España. La mostra è organizzata della Fondazione Bancaja insieme alla Hispanic Society of America, che mise a disposizione il suo archivio fotografico privato composto da 345 immagini. Di queste, 268 saranno esposte a Valenzia e 77 saranno in un’esposizione nel Centro Culturale Bancaja di Alicante.

atesorar <b>espana</b> valencia

L’esposizione commissionata dal fotografo, cattedratico e conservatore della collezione Joaquín Bérchez, fu attentamente organizzata selezionando le immagini più rappresentative tra 175.000 fotografie che formano la collezione privata di Archer Milton Huntington, fondatore della Hispanic Society of America.

Le fotografie selezionate si rifanno a un tempo passato, che immortalano e documentano una Spagna povera, sottosviluppata, riprese da un gruppo di fotografi che segnarono la storia della fotografia. L’angolazione particolare mostra una Madrid quasi disabitata e la costruzione di una serie di opere che oggi sono monumenti storici.

Tra i fotografi più rilevanti di questa mostra troviamo il gallese Charles Clifford, che passò quasi tutta la sua carriera in Spagna. Nei primi anni della sua carriera utilizzò il dagherrotipo, dopo impiegò la tecnica del calotipo, per giungere infine alle lastre di vetro, per la nitidezza che donava alla fotografia.

Clifford è stato riconosciuto come un fotografo di paesaggi, monumenti e costruzioni urbane. Una delle opere più conosciute è il Canale di Isabel II che fu scattata durante la sua costruzione come acquedotto di Madrid. Fotografò vedute di Madrid e viaggiò per quasi tutta la Spagna scattando istantanee memorabili, come i ritratti di costumi di cantanti e gitani.

Anna Christian, architetto e fotografa nordamericana, fu una cultrice dell’immagine che arrivò dalla Spagna nel 1915 grazie a Joaquín Sorolla. Le sue fotografie riflettono la profondità della cultura ispanica in immagini di pescatori, taverne, fattorie.

Il maestro tedesco Kurt Hielscher viaggiò 5 anni per la Spagna scattando foto, arrivando ad ottenere 2.000 istantanee, tra le quali troviamo immagini di luoghi remoti le cui uniche immagini sono quelle di Hielscher stesso.

Tra gli spagnoli spiccano i creatori della scuola fotografica come Emilio Beauchy, José Ortiz Echagüe o Casiano Alguacil, tra molti altri.

Le fotografie di Emilio Beauchy documentano l’ultimo terzo del XIX secolo in Andalusia. La fotografia più famosa scattata da Beauchy è il quadro di costume intitolato Café Cantante e risale al 1885. La foto è un classico palcoscenico sivigliano ed è servita per mostrare la storia della fotografia universale.

Non c’è niente di meglio della fotografia per guardare nello specchietto retrovisore della nostra società. In ognuna di queste magnifiche immagini c’è un pezzo di Spagna dimenticata.

Per maggiori informazioni: http://obrasocial.bancaja.es/cultura/exposiciones/exposicionesficha.aspx?ID=367

 

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Se desiderate fare un tuffo nella memoria della Spagna, questa è l’occasione giusta per farlo, e il mezzo giusto sono le 345 immagini della mostra, che vi faranno passare qualche giorno di passione, svago e relax negli appartamenti a Valencia vicino al Centro Culturale Bancaja.

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Aug 9
Giovanni Battista Piranesi a Valenzia
icon1 valenciablogger | icon2 Valencia | icon4 08 9th, 2011| icon31 Comment »

Giovanni Battista Piranesi è un famoso artista italiano che fu conosciuto per le sue opere d’architettura, investigazione e incisione. Nacque nella città di Treviso nel 1720 e morì a Roma nel 1778, creando nell’arco di tutta la sua vita artistica più di duemila incisioni in differenti edifici, sia reali che immaginari, statue, rilievi d’epoca romana oltre che mobili e camini che, in quell’epoca, valevano molto negli ambienti sociali.

giovanni battista piranesi valencia

Piranesi studio architettura a Venezia insieme al fratello della madre, chiamato Matteo Lucchesi, il “Magistrato delle Acque” della città, e poco a poco, scoprì artisti come Palladio, Vitrubio e costruzioni epiche che in molti casi andarono perdute.

Nel 1740 fu a Roma dove si entusiasmò per le rovine dell’impero romano. In quel momento compilò un documento delle rovine romane man mano che venivano riportate alla luce. Tale è l’amore che crebbe in lui per la città che le sue prime incisioni furono di scorci di Roma, che venivano usate per le guide illustrate. Tre anni più tardi, a soli 23 anni, pubblicò la sua prima serie di stampe.

Piranesi aprì la sua officina all’Accademia di Francia a Roma. Questo fece si che egli stesse in contatto con i più importanti studiosi di quel paese nella città, il che portò a fare in modo che la sua arte fosse riportata anche in Francia, man mano che qualcuno comprava un’opera.

Una delle collezioni più importanti che realizzò l’artista furono le Prigioni, dove trasformò, attraverso le sue incisioni, le rovine romane in grandissimi prigioni con enormi passaggi, gigantesche scalinate e strane gallerie che, in realtà, non portavano da nessuna parte. Quest’opera portò un grande apporto al romanticismo, che nacque nel XIX secolo, nelle decorazioni usate per i film dell’orrore e nel surrealismo del XX secolo.

Al Museo de Bellas Artes di Valenzia ci sarà l’esposizione “Giovanni Battista Piranesi”, dove si potranno ammirare, fino al 2 ottobre 2011, 55 opere selezionate si questo grande artista italiano che si innamorò in giovane età della città di Roma.

Per maggiori informazioni: http://museobellasartesvalencia.gva.es/index.php?option=com_content&view=article&id=491%3Apiranesi&catid=81%3Aactuales&Itemid=110&lang=es

Museo de Bellas Artes di Valenzia: San Pío V, 9, 46010 Valenzia, Spaña

MiLK Only-apartments AuthorMiLK

Se volete conoscere Piranesi potete affittare appartamenti a Valencia e conoscere così una splendida città.

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Aug 4

Il festival Rototom nasce in Italia nel 1991 dall’associazione che porta il suo stesso nome a Gaio de Spilimbergo,nella provincia di Pordenone e iniziò la sua attività con l’inaugurazione della discoteca Rototom.

valencia <b>rototom</b> <b>reggae</b> festival

Dopo i suoi primi 4 anni di attività, venne creato il progetto conosciuto come Rototom Sunsplash, il primo incontro di reggae italiano,che, poco a poco, divenne uno dei festival più importanti del genere di tutta Europa. La locazione iniziale iniziò ad essere piccola in comparazione alla quantità di gente che prendeva parte all’evento, così che il festival venne trasferito a Zoppola,sempre nella provincia di Pordenone. Il nuovo locale aveva a disposizione tre sale, ognuna delle quali offriva un genere musicale differente: una dedicata al rock,pop e rap, l’altra dedicata al reggae e afro e l’altra con musica elettronica. Tra una sala e l’altra avevano luogo esposizioni, punti di incontro e intercambio, librerie e negozi di dischi.

Sui suoi palcoscenici si sono esibiti artisti di ogni tipo che trasformarono il festival in un evento imperdibile per gli amanti della musica reggae. Dall’inizio del nuovo secolo, il Rototom Sunsplash diventa l’incontro annuale del reggae europeo a cui partecipano più di 150 mila persone e prende luogo nel Parco del Rivellino a Osoppo (Udine). Un luogo in cui si fondono bellezza e armonia del paesaggio con la musica e le attività che vengono organizzate parallelamente.

La legge Fini-Giovanardi del 2005 venne utilizzata per screditare e criminalizzare il festival, considerato promotore del consumo di droghe come la marihuana. Ed è così che, da due anni, il festival venne trasferito in Spagna. Quest’anno si celebra la seconda edizione del festival nella comunità Valenziana, precisamente a Benicassim, città di mare conosciuta anche per ospitare famosi festival internazionali e nazionali come il FIB.

Dal 18 al 25 agosto gli amanti del reggae avranno la possibilità di godersi la musica di vari palcoscenici come il principale dove suonano grandi esponenti della musica rasta e fusion; il dancehall con gli spettacoli delle ultime tendenze musicali jamaicane che inziano quando finiscono i concerti e durano fino alle 7 del mattino; il Dub Station, l’area sound system dedicata al roots e al dub; lo Ska Club dedicato alle origini della musica jamaicana e alla musica ska, rocksteady, bluebeat ed early reggae e il Free Yard,uno spazio aperto per tutti coloro che vogliono presentare le loro proposte.

E’ a disposizione anche una zona di campeggio per tutti coloro che prendono parte al festival.

Tra i protagonisti del noto festival ci sono i più famosi e veterani artisti della scena jamaicana, hard core reggae e famosi gruppi di fusion.

La programmazione del festival non deluderà i fan di questo genere musicale. Non ci soffermiamo a menzionare i nomi di tutti gli artisti presenti al festival affinchè possiate scoprirli voi stessi. Date un’occhiata alla programmazione su http://www.rototomsunsplash.com/es/programa

e divertitivi e ballate al suono del buon reggae e con una bellissima atmosfera di fondo. E non dimenticate che ci sono anche simposi, riunioni, negozi e attività per bambini.

Ara Only-apartments AuthorAra

Se sei già in appartamenti a Valencia quest’estate, vai al Rototom. Per andare a Benicassim puoi prendere il treno o affittare un’auto e sicuramente vivrai un’esperienza indimeticambile , soprattutto se sei un fan dei festival,della musica reggae e della multiculturalità.

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Jul 22
Il Giardino Botanico di Valencia
icon1 valenciablogger | icon2 Valencia | icon4 07 22nd, 2011| icon31 Comment »

Il Giardino Botanico è uno dei segreti meglio salvaguardati di Valencia, una città che ne nasconde altri cento.

Il Giardino Botanico dell’Università di Valencia fu fondato nel 1567, però è nella sua attuale uicazione solo dal 1802. E’ situato a sud dell’antico canale del fiume Turia, e si trova vicino a edifici di rilevanza storica e culturale della città, come l’IVAM o la Casa de la Beneficencia, entrambi degni di essere visitati. A pochi metri si trovano le Torres del Quart, una delle porte di entrata del barrio del Carmen, uno dei quartieri del centro storico della città.

jardin botanico valencia

Immergersi al suo interno significa entrare in mondo incantato, colto e raffinato, e in molte occasioni anche esuberante, a causa dei capricci di Madre Natura. Al suo interno ci sono più di 4.500 specie del regno vegetale, esposte per la maggior parte su una griglia di strade ordinate con rigore geometrico. Però è nella serra tropicale, costruita in ferro e vetro, e nell’umbraculo, originariamente risalente alla stessa epoca del Giardino e ricostruito dopo un incendio avvenuto alla fine del secolo scorso, che trovano rifugio le specie che più necessitano di un particolare ambiente per la loro sopravvivenza e proliferazione.

Vi si può trovare anche un orto, modesto contrappunto all’imponenza delle altre attrazioni. Palme e lattughe, orchidee, piante carnivore e aromi di finocchio, timo, salvia e lavanda, oltre a piante acquatiche nello stagno centrale.

Il Giardino da rifugio ad una piccola società di gatti, che vagano un po qua e un po là, grassotti e felici. Se un visitatore lo desidera, può adottarne uno e contribuire al suo mantenimento.

Come se non bastasse, al suo interno vengono organizzati diversi incontri e manifestazioni culturali, da esposizioni fotografiche e concerti fino a corsi di cucina, di lingua o di botanica. Sono possibili anche passeggiate notturne accompagnati da musica e poesia.

Tra le splendide piante si incontra un equilibrio tra ombre, silenzio e giochi di luce che filtrano attraverso le fronde, che rende il tutto discreto e allo steso tempo orgoglioso nella propria intima bellezza, e il visitatore che si troverà a camminare per le sue strade non potrà che godersi tutto questo. E’ senza dubbio uno dei luoghi più civili di Valenzia, estraneo al caos della moltitudine esterna.

Il momento migliore per visitarlo è a mezzogiorno, quando tutto è immerso nell’ineguagliabile luce valenziana, rotonda, avvolgente e piena. In alternativa, si può visitare di notte, assistendo a una delle tante attività notturne, circondati da dolci fragranze vegetali.

Il sito: http://www.jardibotanic.org/

 

 

 

 

Estelastar Only-apartments AuthorEstelastar

Una passeggiata rinfrescante per il Giardino Botanico sarà l’esperienza che coronerà il tuo viaggio aquesta splendida città. Non dimenticare di affittare appartamenti a Valencia .

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Jul 19
I pilastri del PP valenziano
icon1 valenciablogger | icon2 Valencia | icon4 07 19th, 2011| icon3No Comments »

Il nove Giugno scorso, mentre la polizia caricava i pacifici manifestanti che protestavano contro la corruzione politica nella comunità, a Valencia è stato aperto il Parlamento Autonomo della nuova legislature politica. Duarante tale avvenimento ha avuto luogo un grottesco spettacolo, in uno stato aconfessionale come quello spagnolo, che ha visto come protagonista Juan Cotino, il nuovo presidente delle Corti Valenziane, giurando su Bibbia e crocifisso, oggetti poi rimasti a presiedere tutta la sessione di costituzione del parlamento autonomo. Il fatto, denunciato dall’opposizione di sinistra, sarebbe stato apertamente illegale se il Governo socialista 2010 avesse approvato, come anticipò invano varie volte, la riforma della Legge sulla Libertà religiosa vigente in Spagna dal 190, secondo la quale tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio credo religioso e di giurare sulla Bibbia. In ogni caso, dal giurare sulla Bibbia ad imporre la presenza di questa e del crocifisso durante tutta una sessione parlamentare c’è un abisso, che riflette alla perfezione la pericolosa situazione politica che si vive a Valenzia.

pp valenciano

Il risultato delle passate elezioni autonome ha configurato un governo ed un parlamento valenziani non adatti ad olfatti sensibili alla corruzione. Nonostante le sue aspirazioni dal sapore antiabortista, lo stesso Juan Cotino è lo zio del direttore del Gruppo Sedesa, impresa implicata nel presunto finanziamento illegale al Partito Popolare (che governa Valenzia e di cui Cotino è membro), il cosiddetto Caso Gürtel su cui il tribunale di giustizia sta investigando.

Sicuramente non si tratta dell’unico caso. Il presidente della Provincia Valenziana Francisco Camps e la sua mano destra Ricardo Costa sono accusati di aver accettato regali direttamente collegati al caso, e così anche il vicepresidente Vicente Rambla, i deputati David Serra, Yolanda González e Milagrosa Martínez (ex presidente delle Corti). E se questo già non bastasse, bisogna aggiungere i casi di corruzione, presunto abuso di potere o presunti abusi edilizi investigati dalla giustizia, a carico dei deputati Sonia Castedo (sindaco di Alicante), Luis Díaz Alperi (suo precedessore), Jorge Bellver, Pedro Hernández Mateo (ex sindaco di Torrevieja) ed un tenente del sindaco di Valenzia Rita Barberá.

Come un simile macabro schieramento sia riuscito, nonostante la sensibile perdita di voti, a rinnovare la propria maggioranza assoluta, è ciò che si cerca di spiegare nel libro recentemente pubblicato Il sequestro della democrazia, dei professori universitari José Antonio Piqueras, Antonio Laguna, Francesc Andreu Martínez Gallego ed Antonio Alamitos. Questi fanno risalire il fenomeno alla creazione dal 1995 da parte del PP valenziano di una rete clientelare neopopulista, che tratta di stabilire una connessione tra il partito e l’amministrazione, rinforzata dal controllo dei mezzi di comunicazione e dal controllo delle volontà, producendo una situazione paragonabile a quella create da partiti-regime come il PRI messicano.

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Conviene leggere il libro per rendersi conto, perché, nonostante tutto, la capitale della comunità resta così bella per la sua luce, la sua gente e le sue strade, che il visitante che affitta appartamenti a Valencia può non percepire quello che sta succedendo.

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Jul 11
Giornata senza costume
icon1 valenciablogger | icon2 Valencia | icon4 07 11th, 2011| icon31 Comment »

Il ritorno dell’uomo moderno alla vita naturale è qualcosa che molte persone desiderano continuamente. Quindi, perchè no? Non sarebbe una cattiva idea, per lo meno un giorno all’anno, quella di liberarsi di preoccupazioni,contornarsi di scenari naturali, lasciarsi alle spalle le norme sociali che l’umanità ha inventato per sopravvivere e vivere in conformità alla naturalezza senza artifici, vicessitudini e anche senza vestiti.

dia sin banador

La terza domenica di luglio in Spagna, si celebra la “Giornata senza costume”, una giornata in cui si può decidere se desnudarsi completamente e restare “al naturale” senza pregiudizi, in qualsiasi spiaggia del paese. Questa celebrazione venne proposta dalla Federazione Spagnola del Naturismo e approvata dalla Federazione Naturista Internazionale, organizzazioni che promuovono il nudismo familiare e che, grazie a questo evento, cercano in modo festivo di far sparire le differenze esistenti tra le spiagge nudiste e quelle non nudiste e favorire l’accettazione della filosofia naturista.

Il naturismo,secondo la FNI, è una forma di vita che stabilisce l’armonia dell’uomo e la naturalezza attraverso la nudità, favorendo la naturazezza verso gli altri e verso se stesso, difende il diritto al nudismo in pubblico e sottolinea che il pudore per la nudità è una presunzione culturale, dato che l’esposizione degli organi sessuali non ha necessariamente una connotazione sessuale, nè rappresenta un atto vergognoso in tutte le culture umane, ma è un tabù sociale da cui bisognerebbe liberarsi.

Questa organizzazione ha al suo seguito 350 mila adepti in tutto il mondo e ha sede in 32 paesi dei cinque continenti. Tra i suoi membri troviamo giovani, adulti e anche intere famiglie senza distinzione di età,sesso, razza o condizione economica. Organizzano spesso incontri ,conferenze e laboratori, cercando la convivenza familiare in posti naturali o balneari esclusivi per i suoi membri.

La Federazione Spagnola del Naturismo è la rappresentante in Spagna del FNI e trova sede in diverse province e territori del paese come Tarragona, Madrid, Asturia, Zaragoza, Murcia, Valenzia, Cantabria, Euskadi, GaliZia, Lanzarote, Andalusia, Cádiz, Nuova Umbria, Alicante.

Anche se sono in pochi a saperlo, la Spagna si distingue per non condannare come reato il nudismo pubblico. Così che, teoricamente, è legale camminare “in pelle” nelle piazze pubbliche spagnole dal 1978, quando, con l’approvazione della costituzione, non possono esserci leggi di tipo “morale” e, dal 1995, lo “scandalo pubblico” finì di esistere come delitto. Anche se,ovviamente, esistono accuse e persecuzioni della polizia a coloro che non hanno dubbi sull’esercizio del loro diritto, ma organizzazioni conservatrici hanno presentato ricorsi legali contro l’uso degli spazi pubblici ai naturalisti perchè considerata una “criminalizzazione del corpo umano”.

Il 17 luglio si terrà l’edizione annuale della “Giornata senza costume”. Se sei interessato a consocere qualcosa in più sul naturismo, o se vuoi avere un documento di questa associazione ed essere informato sulle loro attività, accedi alla sua pagina internet su http://www.naturismo.org.



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Per questa festa puoi trovare appartamenti a Valencia toglierti il costume e sentirti libero di vivere “al naturale”.

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Jul 8
José Tomás a Valenzia
icon1 valenciablogger | icon2 Valencia | icon4 07 8th, 2011| icon31 Comment »

Nel suo libro La vista e la velocità lo scrittore di Samoa Albert Hanover racconta alcune storie relative alla biografia della direttrice della scuola d’arte drammatica berlinese in cui si guadagnava da vivere alla fine del XXI secolo, dando lezioni sul movimento estetico inglese e l’influenza di Oscar Wilde ed Aubrey Beardsley nella cultura underground afterpunk centroeuropea degli anni Ottanta.

jose tomas valencia

Per qualche motivo Annemarie, nome della sua direttrice nel libro, lo prese subito in simpatia e difese davanti ai proprietari della scuola i suoi metodi non certo ortodossi, il più convenzionale dei quali consisteva nel fare lezione completamente in inglese –il tedesco di Hanover lasciava molto a desiderare a quel tempo, o almeno voleva che così sembrasse per il suo proposito segreto, per la sorpresa finale del libro che invita persuasivamente il lettore a rileggere le sue oltre 300 pagine da una prospettiva completamente nuova ed imprevista.

Nonostante il gusto musicale di Annemarie non andasse più in là di Das Lila Lied e le canzoni di Kurt Weill e Marlene Dietrich (prevedibilmente le piacevano molto anche alcune canzoni di Reynaldo Hahn ed Hugo Wolf), il loro condiviso amore per Proust e gli universi proustiani fecero sì che Hanover diventasse molto presto un invitato fisso alle cene monocolore che lei e la sua compagna Andrea organizzavano ogni settimana per gli amici più intimi. Oltre agli squisiti vini del Rin, il maggiore piacere di quelle notti consisteva nell’ascoltarle. Annemarie ed Andrea erano narratrici straordinarie. Una volta raccontarono l’origine della passione asoluta e segreta –non conveniva propagandarla molto a Berlino, dove non era vista di buon occhio—per la tauromachia.

Quando si trovavano entrambe in vacanza a Madrid decisero di andare a vedere una corrida di tori, spettacolo che avevano deplorato fino a quell momento. La loro integrità intellettuale esigeva che vedessero personalmente il fenomeno, per non poter essere accusate di giudicare qualcosa che non avevano sperimentato. Durante l’esibizione dei primi quattro tori, sebbene le due donne soffrissero a livello fisico, si sentivano tranquille con la propria coscienza. Era tutto così selvaggio, crudele, atroce ed indifendibile come avevano immaginato. Ma all’improvviso qualcosa di indescrivibile, e nessuna delle due ricorderà di cosa si trattava (forse un gesto, un silenzio), avvenne nell’arena. Sapevano solo che in quell’esatto momento entrambe si guardarono stupefatte, come domandandosi reciprocamente “L’hai visto anche tu? L’hai sentito anche tu?”.

Da allora non si sono perse nemmeno un Maggio nella Fiera di San Isidro, vivendo in funzione del ritorno fugace e sporadico di quell’istante sorprendente.

Nessun torero ha espresso meglio quell’ineffabile ed ancestrale mistero che unisce cielo e terra di José Tomás, il torero che dà  appuntamento al toro sempre nel luogo dove questi trova la morte e che, quindici mesi dopo la cornata che quasi gli tolse la vita, tornerà nell’arena il 23 Luglio, nella Plaza de Toros di Valencia.

 

 

 

 

 

 

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Si tratta di un evento capace di trasformare la città in modo sorprendente e indescrivibile, come accade ogni volta che José Tomás scende nell’arena. Un motivo in più per trovare appartamenti a Valencia

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